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Ho finito il mio Hobonichi A6. E ne ho ricomprato subito un altro.

Ci sono quaderni che usi e quaderni che diventano una specie di luogo mentale. Per me, gli Hobonichi sono così.

Il mio precedente quaderno A6 mi ha accompagnata ovunque: in negozio, nei viaggi, nei momenti in cui avevo bisogno di fermare un’idea prima che sparisse. E L’ho riempito completamente.
E chi scrive davvero sa cosa significa arrivare all’ultima pagina di un quaderno amato: è quasi un piccolo lutto creativo. Così non potevo non prenderne subito un altro.
I miei punti fermi: A6 e Hobonichi.
Ma questa volta con una copertina che mi ha conquistata al primo sguardo.

Ho provato tanti quaderni negli anni.
Molti bellissimi da vedere.
Molti meno belli da scrivere.

La carta degli Hobonichi invece ha qualcosa di difficile da spiegare finché non la tocchi.
Purtroppo adoro le copertine dei quaderni PaperBlanks ma la sua carta lascia a desiderare per i miei gusti. Sono io che non amo la carta troppo pesante però. Per chi ci disegna è stupenda, per me che scrivo, non molto… non so se è una cosa comune a tutti quelli che scrivono o solo mia…

La hobonichi invece è sottilissima, quasi impalpabile, ma riesce in qualche modo a non far trapassare l’inchiostro nella pagina successiva. La sua qualità si evince anche solo senza manifestarla mentre la si usa. Appena arriva già si vede. Infatti ho anche l’agenda ed altri quaderni. Nei miei desideri a breve termine, ci sono una bella “Hobonichi Week”, un’agenda senza data e la 365… lo so la domanda è: “come fai a scrivere su tutte queste cose…”
Impari… all’inizio avevo difficoltà poi ho iniziato ad organizzare i miei contenuti e piano piano ho imparato ad avere più di un supporto suddiviso per argomenti:
Quello di lavoro, quello delle cose da fare, quello dei contenuti, e quello dell’università….

Per chi ama scrivere a mano, la Hobonichi cambia completamente l’esperienza.

La penna scorre. L’inchiostro scivola. Le pagine sono leggere.
E il quaderno, pieno, prende vita. Per me è il perfetto compagno da borsa.


Il formato A6 è diventato il mio “spazio mentale portatile”

Il bello del formato A6 è che è più smart. Non è il quaderno enorme che finisci per lasciare sulla scrivania “perché tanto poi ci scrivo con calma”.
Questo lo apri ovunque, al bar. in treno, mentre aspetti qualcuno, tra un cliente e l’altro, durante una passeggiata.
Pronto per quando arrivano le idee migliori.


La nuova copertina che ho scelto (e che adoro)

Questa volta ho scelto una versione che sento molto mia anche esteticamente.
Perché quando un oggetto mi piace davvero, mi viene più voglia di usarlo. Un buon quaderno serve a creare il rito della scrittura. Quello spazio lento in cui le idee si sistemano.


Dove trovare il quaderno Hobonichi A6

Se anche tu ami la scrittura a mano, il journaling o semplicemente vuoi un quaderno che ti faccia venire voglia di portarlo sempre con te, ti lascio qui quello che sto usando ora.

👉 [Ho finito il mio Hobonichi A6. E ne ho ricomprato subito un altro.

Ci sono quaderni che usi.
E poi ci sono quaderni che diventano una specie di luogo mentale.

Per me, gli Hobonichi sono così.

Il mio vecchio quaderno A6 mi ha accompagnata ovunque: in negozio, nei viaggi, nei momenti in cui avevo bisogno di fermare un’idea prima che sparisse.
L’ho riempito completamente.
E chi scrive davvero sa cosa significa arrivare all’ultima pagina di un quaderno amato: è quasi un piccolo lutto creativo.

Così ne ho preso un altro.
Sempre formato A6, sempre Hobonichi.
Ma questa volta con una copertina che mi ha conquistata al primo sguardo.


Perché continuo a scegliere Hobonichi per scrivere fuori casa

Ho provato tanti quaderni negli anni.
Molti bellissimi da vedere.
Molti meno belli da scrivere.

La carta degli Hobonichi invece ha qualcosa di difficile da spiegare finché non la tocchi.

È sottilissima, quasi impalpabile, ma riesce in qualche modo a non far trapassare l’inchiostro nella pagina successiva.
E sì: vale anche con le stilografiche.

Per chi ama scrivere a mano questa cosa cambia completamente l’esperienza.

La penna scorre bene.
L’inchiostro resta nitido.
Le pagine non diventano pesanti.
E il quaderno, anche pieno, rimane compatto e facile da portare ovunque.

Per me è il perfetto compagno da borsa.


Il formato A6 è diventato il mio “spazio mentale portatile”

Il bello del formato A6 è che non intimorisce.

Non è il classico quaderno enorme che finisci per lasciare sulla scrivania “perché tanto poi ci scrivo con calma”.
Questo lo apri ovunque.

Al bar.
In treno.
Mentre aspetti qualcuno.
Tra un cliente e l’altro.
Durante una passeggiata.

Ed è proprio lì che spesso arrivano le idee migliori.

Io lo uso per:

  • pensieri veloci
  • frasi da ricordare
  • idee per Brand Agenda
  • pezzi di journaling
  • liste disordinate
  • intuizioni notturne
  • appunti creativi
  • parole che non voglio perdere

La nuova copertina che ho scelto (e che adoro)

Questa volta ho scelto una versione che sento molto mia anche esteticamente.
Perché diciamolo: quando un oggetto ci piace davvero, ci viene più voglia di usarlo. Un buon quaderno non serve solo a scrivere.
Serve a creare il rito della scrittura. Quello spazio lento in cui le idee si sistemano.
Io amo i quaderni a quadretti, mi fanno essere più ordinata e mi danno maggiori possibilità di utilizzo, scrittura o disegno.


Dove trovare il quaderno Hobonichi A6

Se anche tu ami la scrittura a mano, il journaling o semplicemente vuoi un quaderno che ti faccia venire voglia di portarlo sempre con te, ti lascio qui quello che sto usando ora.

👉 [Hobonichi]
Nasce da una collab di Hobonichi con l’illustratore Hiroko Kubota. “Un’altra notte di stelle filanti cadenti” è il titolo di questa illustrazione, che è stata una delle più popolari illustrazioni del 2024. Un gatto tiene in mano una stella filante, un fuoco d’artificio a mano, nella notte buia. Le scintille da esso sono raffigurate in un’accattivante stampa laminata color arcobaleno, brillante in diversi colori a seconda dell’angolo della luce.

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