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Non è un diario. Ho voluto acquistarlo solo da poco, nonostante erano già tanti anni che conoscevo questo sistema.  

Questo è il mio primo esperimento, lo chiamo Midori per convenienza anche se “Midori” è il brand, il nome sarebbe “Diario di viaggio. “
Questo fantastico e piccolo quadernino, al suo interno è realizzato con un sistema di intreccio di elastici e ti permette di mettere al suo interno più quaderni.

Io al momento ne ho due, e va bene così.
La cosa bellissima è che facendo una ricerca sui social, moltissime persone li creano a mano, ed il mio prossimo passo, quando vorrò fare l’upgrade sarà proprio questo.

La prima domanda che ti fai è “ma cosa ci scrivo?” Come accade tante volte con tanti quaderni che si acquistano, soprattutto se come me hai una mania su questo argomento. Io ho un ripiano della mia libreria pieno di quaderni che acquisto solo perché mi piacciono ma poi li inizio quando arriva il momento, l’ispirazione, il progetto giusto…
Ma questo l’ho acquistato con il vero intento di iniziare subito questo esperimento un po diverso da un semplice quaderno. Molto semplice nel suo genere, rispetto a tanti quaderni super lavorati, ma ha un fascino “interiore”. 

È qui che molte persone si bloccano. Perché partono da un presupposto sbagliato. Pensano che sia un diario, ma un diario, per come ci è stato insegnato, è:
• qualcosa di ordinato
• qualcosa da compilare
• qualcosa che racconta la giornata

Quindi scrivi due pagine… poi ti fermi perché non sai cosa dire, ti sembra inutile e non vedi un vero senso. La verità è che il Midori non serve a raccontare la tua vita, ma a costruirla. Non è un posto dove scrivere quello che hai fatto. È un posto dove iniziano a nascere idee, connessioni, intuizioni. Possiamo definirlo un vero e proprio laboratorio.

Un luogo in cui la tua mente prende forma. E nel momento in cui smetti di chiederti “cosa devo scrivere?” e inizi a chiederti “cosa sto pensando?” tutto cambia.

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